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Il pianoforte di Rimmel e quella voce che esordisce con “ E qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure” aprono un album che ancora oggi sorprende per la sua modernità. Uscito nel 1975, seguiva lo straordinario Alice non lo sa del 1973, album fondamentale per la storia della musica d’autore italiana. Già in quel disco De Gregori aveva mostrato il suo talento di autore : una scrittura ricca di immagini, densa, spesso ermetica, spesso solare, senza timori reverenziali verso la “poesia” dei poeti. Rimmel compre un ulteriore passo in avanti e abbatte anche i tabù musicali, portando ( insieme a De Andrè e Guccini ) la canzone italiana verso l’età adulta. Versi celebri della canzone che dà il titola all’album (per esempio “ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo“) e delle altre rendono tutto l’album una splendida avventura musicale e culturale. Questo album segna il distacco di De Gregori dal modello Dylan, e porta il cantautore romano nel libero mare della musica senza confini e definizioni. Il suo andare senza timori verso ogni registro sia stilistico sia poetico, il lieve toccare tempi popolari, storia e intimismo, fino alla liberatoria e ironica Piano Bar , in cui dice addio al suo passato con Venditti, con il quale aveva condiviso gli inizi discografici e la gavetta dell’underground romano. Un De Gregori rinnovato e libero, sicuro di se, che guarda il futuro senza timori.